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Nullo l’accertamento firmato digitalmente e notificato tramite posta

La formazione dell’accertamento in modalità telematica richiede il rispetto di una rigida procedura il cui mancato rispetto conduce alla nullità dell’atto.

Nulla la cartella notificata via Pec priva di sottoscrizione digitale

Ènulla la cartella di pagamento notificata a mezzo posta elettronica certificata (Pec) priva di sottoscrizione digitale.

La cartella esattoriale si prescrive in 10 anni

La cartella emanata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione e relativa a debiti Irap, al pari di Iva e Irpef, si prescrive in dieci anni. Diversamente le contravvenzioni per violazione del codice della strada e le altre sanzioni amministrative (ad es., emissione di assegno a vuoto e relativo protesto) si prescrivono nel termine breve di cinque anni, al pari della Tari.

Divieto pagamento contanti stipendi: chiarimenti su controlli e verifiche

Il divieto di utilizzo del contante riguarda tutti gli elementi della retribuzione, mentre resta possibile per il pagamento di somme dovute ad altro titolo. Le attività di verifica saranno condotte direttamente presso gli sportelli delle banche interessate.

Accertamenti bancari: quando sono riferibili al contribuente le movimentazioni rinvenute su un conto corrente intestato a terzi?

La riferibilità è possibile se tra i soggetti c’è un legame di parentela stretto, il contribuente abbia la delega ad operare su tale conto ed in esso siano confluite operazioni relative all’attività professionale del soggetto verificato.

Pegno in favore della banca ma conto sequestrabile dal Fisco

Il denaro depositato sul conto dell’evasore (presunto tale) è sequestrabile dal Fisco anche se il contratto stipulato con la banca prevede che essa si possa appropriare delle attività finanziarie in caso di pegno.

Inammissibile il ricorso notificato all’ufficio tributi con un gestore privato di servizi postali

La notifica del ricorso a mezzo posta, senza utilizzare il gestore del servizio universale, Poste italiane, è inesistente.

Pace fiscale 2018: quando parte e come approfittare del “condono”

La chiamano pace fiscale, ma in realtà si tratta di un maxi-condono. Una delle fonti di denaro necessarie a varare una legge di Bilancio che non lasci nessuno a bocca asciutta.

Pace fiscale: “sarà la più ampia possibile e molto simile a quella del 2002”

Per aumentare il gettito tributario in maniera non conflittuale non c’è che una strada: trasformare la “pace fiscale” in un vero e proprio condono, ovvero non già “rottamando” solo i debiti che in quel momento sono iscritti a ruolo, cioè già noti al Fisco, ma introducendo un condono che elimini anche ogni possibilità di accertamento sul passato per chi fa domanda.